Peer Observation Visit EVECSA: due giornate tra formazione, sostenibilità e scoperta del territorio
Palermo, 13 aprile 2026 – Nell’ambito del progetto EVECSA – European Vocational Excellence for Climate Smart Agriculture, il Coreras ha organizzato, nelle giornate dell’8 e 9 aprile, una Peer Observation Visit (POV) che ha coinvolto partner dei CoVE (Centres of Vocational Excellence) europei provenienti, in qualità di osservatori, dalla Danimarca e dall’Olanda, studenti degli Istituti Agrari Duca degli Abruzzi-Pareto di Palermo e Istituto Amato Vetrano di Sciacca e studenti universitari, in un articolato percorso di confronto e apprendimento tra aula e territorio.
Il progetto EVECSA, cofinanziato dal programma Erasmus+, promuove l’eccellenza nella formazione professionale nel settore dell’agricoltura sostenibile, favorendo la collaborazione tra enti di formazione, università, imprese e 22 partner internazionali, provenienti da Paesi come Danimarca, Paesi Bassi, Finlandia, Spagna, Italia e Polonia.
Gli obiettivi dei Work Package 3 e 6 (WP3 e WP6)
Le attività si inseriscono nei Work Package 3 e 6. Il progetto EVECSA, infatti, non si limita all’erogazione delle attività formative, ma incorpora già al suo interno un sistema strutturato di verifica e validazione operativa.
Nel progetto EVECSA, il rapporto tra il WP3 e il WP6 è strettamente interdipendente e segue una logica di continuità operativa. Il WP3 rappresenta la fase di progettazione, in cui vengono definiti i curricula, i contenuti formativi e le metodologie didattiche orientate alla Climate Smart Agriculture. In questa fase si costruisce l’architettura teorica e pedagogica dell’offerta formativa, basata sull’analisi dei fabbisogni del settore e sull’integrazione tra istruzione, ricerca e impresa.
Il WP6 interviene successivamente, traducendo questo impianto teorico in pratica. Le attività e i moduli sviluppati nel WP3 vengono infatti implementati nei diversi contesti dei Centri di Eccellenza (CoVE), testati con utenti reali e sottoposti a verifica attraverso strumenti di valutazione e feedback. In questo senso, il WP6 non si limita a erogare la formazione, ma ne misura l’efficacia, contribuendo a validare — o eventualmente ricalibrare — quanto progettato.
La Peer Observation Visit dell’8 e 9 aprile a Palermo, organizzata dal Consorzio Coreras
Nel WP6, le attività formative vengono verificate attraverso un modello di implementazione pilota + feedback continuo, basato su:
- Pilot delivery dei moduli formativi
I contenuti sviluppati (curricula CSA, moduli tecnici, training VET) vengono testati in contesti reali (studenti, agricoltori, operatori). - Valutazione delle competenze acquisite
Attraverso strumenti come:
– test pre/post formazione
– assessment pratici (field-based learning)
– osservazione diretta delle performance - Raccolta di feedback qualitativo
Coinvolgendo:
– studenti
– docenti/formatori
– stakeholder del settore agricolo
Questo consente una prima verifica su:
- efficacia didattica
- trasferibilità delle competenze
- coerenza con i fabbisogni del settore CSA
Sempre all’interno del WP6, la verifica avviene anche tramite:
- Peer Observation Visits (POV)
Partner internazionali osservano direttamente le attività formative nei diversi CoVE, valutando:
– metodologia didattica
– livello di innovazione
– applicabilità pratica
- Benchmarking tra CoVE
Confronto tra i diversi contesti nazionali per verificare:
– replicabilità dei modelli
– adattabilità a differenti ecosistemi agricoli
Il processo di verifica nel WP6 produce:
- Refinement dei curricula (miglioramento iterativo)
- Linee guida metodologiche per la formazione CSA
- Modelli replicabili nei diversi CoVE europei
Il programma della POV: 8 aprile – Università e patrimonio botanico
La prima giornata si è svolta a Palermo e ha avuto inizio presso il Dipartimento SAAF dell’Università degli Studi di Palermo, dove studenti e partner stranieri hanno partecipato a momenti formativi tenuti dai docenti del dipartimento. Le lezioni hanno approfondito temi legati all’agricoltura sostenibile, alla gestione delle risorse naturali e alle sfide del settore in chiave innovativa.
Visita speciale ai Laboratori di Microbiologia degli Alimenti e di Chimica del Suolo, durante la quale, attraverso l’osservazione delle principali strumentazioni, i partecipanti hanno potuto conoscere i metodi per la caratterizzazione chimica e biologica dei suoli e gli approcci analitici per la valutazione e la gestione della qualità dell’acqua nei sistemi agro‑alimentari.
La seconda parte della giornata si è svolta presso l’Orto Botanico di Palermo, un luogo di grande valore scientifico e culturale che ha permesso ai partecipanti hanno osservato la biodiversità e approfondito il ruolo della sostenibilità. Il focus si è poi spostato sulle innovazioni microbiologiche nelle filiere agroalimentari, evidenziando come la gestione dei microrganismi migliori qualità e sicurezza dei prodotti. È stato illustrato il metodo di Castelvetrano, la tecnica più diffusa per le olive verdi da tavola, che utilizza soluzioni alcaline per ottenere un prodotto dal gusto delicato e dalla consistenza croccante. L’impiego di colture starter selezionate e di approcci biotecnologici avanzati permette oggi di migliorare ulteriormente aroma e qualità sensoriale, riducendo al contempo consumi idrici, sprechi e impatto ambientale. Il discorso si è poi ampliato ai processi enologici, sottolineando come la gestione dei microrganismi sia decisiva per la qualità del vino e per l’espressione delle sue caratteristiche aromatiche. Tecnologie innovative e strategie di ottimizzazione rendono le operazioni di cantina più efficienti e sostenibili, con particolare attenzione all’uso responsabile dell’acqua e alla riduzione dell’impatto ambientale.
La visita all’Orto Botanico ha infine offerto un quadro simbolico e concreto: biodiversità, ricerca scientifica e innovazione si intrecciano per guidare la transizione verso sistemi agroalimentari più resilienti, sostenibili e radicati nei territori.
Il programma della POV: 9 aprile – esperienze sul campo tra olivicoltura e viticoltura sostenibile
La giornata del 9 aprile è stata dedicata alla scoperta di due significative realtà produttive del territorio.
La prima tappa si è svolta presso l’Azienda Geolive di Castelvetrano, realtà di riferimento nella valorizzazione della filiera olivicola del Belìce. Geolive si distingue per l’impegno nella produzione delle olive da tavola, con un approccio orientato alla qualità, alla tracciabilità e alla sostenibilità.
Durante la visita sono state illustrate le pratiche agronomiche adottate negli oliveti, l’influenza dei fattori pedoclimatici sulla qualità delle drupe e le tecnologie impiegate nelle fasi di trasformazione, dalla selezione della materia prima alla fermentazione e al confezionamento.
Un aspetto particolarmente rilevante è stato il focus sulla gestione sostenibile delle risorse idriche, tema centrale del progetto EVECSA. L’azienda ha mostrato come l’ottimizzazione dell’uso dell’acqua, sia in campo sia negli impianti di lavorazione, rappresenti un elemento strategico per ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’efficienza dei processi produttivi.
La visita si è conclusa con una sessione di analisi sensoriale, utile per comprendere la relazione tra tecniche produttive, attributi sensoriali e percezione del consumatore.
La seconda parte della giornata si è svolta presso la Cantina Ansaldi, realtà produttiva legata al Baglio Donna Franca, immersa nel territorio di Marsala. La cantina rappresenta un modello virtuoso di viticoltura sostenibile, grazie all’adozione di pratiche biologiche, alla tutela della biodiversità e alla valorizzazione delle risorse locali. I partecipanti hanno potuto osservare da vicino i processi di vinificazione e approfondire il ruolo della gestione dei microrganismi e delle tecnologie enologiche avanzate nel definire la qualità e il profilo aromatico dei vini. Anche in questo contesto, la gestione responsabile dell’acqua è emersa come un elemento chiave: dalle pratiche irrigue alla razionalizzazione dei consumi in cantina, il water management si conferma un pilastro per garantire sostenibilità e competitività nel settore vitivinicolo.
La degustazione finale ha permesso di esplorare la tipicità dei vini siciliani, mettendo in evidenza il legame tra terroir, tecniche produttive e identità sensoriale.
Un’esperienza integrata tra formazione e territorio
Le due giornate hanno visto una partecipazione attiva e congiunta di studenti delle scuole superiori, studenti universitari e partner europei, favorendo uno scambio multilivello di conoscenze ed esperienze.
Attraverso il confronto diretto con docenti universitari e operatori del settore, nonché grazie alle visite in azienda, i partecipanti hanno potuto sviluppare una maggiore consapevolezza rispetto alle opportunità offerte dall’agricoltura sostenibile e alle competenze richieste dal mercato del lavoro.
La POV dell’8 e 9 aprile conferma il valore di un approccio formativo basato sull’esperienza e sul dialogo tra istruzione e impresa, in linea con la visione del progetto EVECSA: costruire percorsi di eccellenza capaci di rispondere alle sfide ambientali e di accompagnare le nuove generazioni verso un futuro più sostenibile.